28 maggio 2008
“Il momento migliore della regata? L’arrivo, soprattutto se tagli per primo il traguardo”. Questa la primissima dichiarazione di Giovanni Soldini subito dopo aver messo piede sul molo del porto di Marblehead, a nord di Boston, Massachussets (USA).
In una giornata tersa e bellissima, con 18-20 nodi di vento da nord ovest e buone condizioni del mare, alle 07.11, ora locale (le 13.11 in Italia), Giovanni a bordo del Class 40 Telecom Italia ha tagliato la linea di arrivo vincendo la transatlantica in solitario The Artemis Transat, percorrendo così le quasi 3000 miglia (2955 sulla carta lungo la rotta più breve) del percorso Plymouth (GB) – Marblehead (USA) in 16 giorni, 22 ore, 11 minuti e 27 secondi (nuovo tempo di riferimento per i Class 40).
Una vittoria meritatissima per Giovanni che è sempre stato in testa fin dalle primissime ore di questa regata, erede della mitica Ostar e considerata la “transatlantica in solitario per eccellenza”, dopo il trionfo in coppia con Pietro D’Alì nella Transat Jacques Vabre 2007 e quello in equipaggio (con Ciccio Manzoli, Marco Spertini e Tommaso Stella) nel Grand Prix Petit Navire di Douarnenez 2008.
“Telecom Italia è una barca nata bene, molto affidabile e veloce in tutte le condizioni”, ha dichiarato Giovanni. “Il segreto per vincere una regata è di non commettere troppi errori, solo così si può essere competitivi”.
I momenti difficili sono stati due. “Il primo subito dopo la partenza perché non era semplice capire dove andare”, spiega Giovanni. “All’inizio avevo scelto una rotta molto a nord, poi ho avuto paura a lasciare la flotta da sola e ho preferito coprirla. Ho cercato di seguire una via di mezzo che si è rivelata giusta. E poi sono stati impegnativi gli ultimi giorni di regata in cui mi sono impantanato nelle bolle senza vento. Ma non è vero che temo più le calme delle tempeste a 40 nodi!”.
Per Giovanni questa è la quinta partecipazione alla Ostar, e la seconda vittoria dopo quella nel ’96 a bordo del 50 piedi Telecom Italia. “Questa è una regata che amo molto. Quattro anni fa col trimarano ero arrivato in America al limite delle mie possibilità. Quest’anno mi sono divertito di più anche perché è stata una regata basata sulle scelte tattiche e sulla meteo, la mia passione”.
Partito l’11 maggio da Plymouth (GB), Giovanni su Telecom Italia sceglie di restare a nord della flotta, continuando a navigare mure a dritta fino a superare i 50° N di latitudine, poi preferisce strambare per controllare gli avversari, tutti più a Sud. Il 17 arriva la prima depressione e dunque la bolina, ma dura poco e una bolla di alta pressione rallenta di nuovo la flotta. Comincia la discesa verso l’Ice Gate posizionato a 40° N, altro passaggio determinante per la regata. Giovanni riesce ad anticipare tutti, sfruttando la rotazione del vento a SW e aumentando il suo vantaggio fino a 115 miglia. Sembra ormai una passeggiata verso l’arrivo ma una nuova bolla di alta pressione frena tutto. La posizione del 26 alle 10:00 GMT, con Telecom Italia spinta indietro dalla corrente e gli avversari ormai a 40 miglia era piuttosto demoralizzante. Ma ancora una volta Giovanni è dalla parte giusta e per primo prende il nuovo vento da SW. Ancora una volta sceglie di fare correre la barca, e con il vento quasi al traverso sta leggermente più a nord della rotta diretta, trovandosi così in posizione ottimale nell’ultimo salto di vento a NW, che lo porta al traguardo e al colpo di cannone.
Il prossimo impegno di Giovanni su Telecom Italia sarà la partecipazione alla Québec-Saint Malo in equipaggio il 20 luglio 2008.

